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La Repubblica italiana compie settant'anni: il 2 giugno che cambiò la storia del nostro Paese

Al referendum istituzionale il popolo italiano scelse la repubblica (54,3% dei voti) a discapito della monarchia (47,7%)

LaPresse

Un Paese ferito dal Fascismo e dalla guerra, ricucito dalla Resistenza e rinvigorito dalla possibilità di poter scegliere. L'Italia si presentava così all'appuntamento con la Storia settant'anni fa, il 2 giugno 1946, quando fu chiamata alle urne per decidere se continuare a fondarsi su una monarchia o se "rinascere" come Repubblica. Il referendum istituzionale vide la vittoria del fronte repubblicano con una maggioranza di poche migliaia di voti (54,3%). I Savoia vengono esiliati e il "Re di Maggio" Umberto II lascia il suolo italiano per vivere il resto della sua vita tra Cascais (Portogallo) e Ginevra.

In 25 milioni si misero in fila, emozionati e in paziente attesa, davanti ai seggi elettorali per esprimere il proprio voto. Il referendum del 2 giugno 1946 fu anche il primo appuntamento, se si escludono le amministrative del 10 marzo dello stesso anno, in cui le donne esercitavano il diritto al suffragio. Tra i volti noti che hanno sfilato nei seggi, si ricordano anche quelli dell'attrice Anna Magnani, della "Dama bianca" Giulia Occhini, compagna del ciclista Fausto Coppi, e di grandi protagoniste della Resistenza (Lina Merlin, Teresa Noce, Camilla Rivera).

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