VERSO LA CASA BIANCA

Usa 2016, scontro finale. Trump: "Non so se accetto il verdetto", la Clinton: "Sei il burattino di Putin"

Duello senza esclusione di colpi in Nevada. Il tycoon ha parlato apertamente di "voto truccato"

Ansa

Duello senza esclusione di colpi nell'ultimo confronto presidenziale tra Hillary Clinton e Donald Trump avvenuto a Las Vegas. La Clinton ha puntato su più tasse per i ricchi e lavoro, mentre il tycoon ha promesso di abolire l'Obamacare e cercare un accordo con la Russia. Trump ha anche definito il voto "truccato", avvertendo di non essere sicuro di "accettare il verdetto". Ma secondo i primi sondaggi ha vinto Hillary.

Adesso il conto alla rovescia verso l'Election Day è veramente partito. Tutte le carte sono sul tavolo e le ultime settimane serviranno ai due candidati per andare alla caccia degli ultimi voti. Intanto il confronto continua a mantenersi su livelli decisamente aspri, al punto che Donald Trump tiene tutti col fiato sospeso, rifiutandosi di dire se accetterà o meno il risultato delle urne. Ribadendo con forza come l'America sia di fronte a "elezioni truccate". E respingendo ogni accusa di molestie sessuali: per il tycoon si tratta di "bugie", di una "fiction" architettata dagli avversari politici (ipotizza a chiare lettere che le sue accusatrici siano state pagate dalla Clinton) e da donne in cerca di fama.

Anche sul palco della University of Nevada nessuna stretta di mano, né all'inizio né alla fine. I toni sono meno accesi e meno crudi del dibattito precedente, ma lo scambio di critiche è lo stesso pesante. Con Hillary Clinton che accusa l'avversario di "denigrare la democrazia americana" e di essere "il candidato presidenziale più pericoloso della storia".

Lo scontro più duro è sulla Russia, dove le strategie dei due candidati divergono completamente. Il tycoon definito come un pupazzo nelle mani di Mosca: "Vladimir Putin vorrebbe un burattino come presidente degli Stati Uniti", attacca Hillary. "Tu sei un burattino - replica Trump - a te Putin non piace perché è stato più furbo di te e di Obama, in Siria e ovunque". E se Aleppo "è una catastrofe" per il tycoon e' colpa solo delle politiche fallimentari targate Obama e Clinton, la candidata "più odiosa".

La Clinton per quest'ultimo duello ha scelto una tattica prudente, puntando più a controllare l'avversario e a sferrare improvvise offensive, senza però rischiare un colpo del ko. Lo stesso Trump è parso meno aggressivo rispetto ai suoi standard e se da una parte questo puntava ad accreditarsi verso un elettorato moderato, alla fine questa scelta potrebbe avergli impedito lo scatto che era necessario per rimontare, almeno in parte, il grande svantaggio che lo vede indietro nei sondaggi degli ultimi giorni.

I due si sono scontrati sull'immgrazione. "Abbiamo bisogno di confini sicuri. Senza confini sicuri non esiste nessun Paese. Costruirò il muro" ha ribadito il candiato repubblicano, che ha accusato la Clinton di volere un'amnistia. Secca però la replica della candidata democratica: "Non voglio vedere materializzarsi una deportazione forzata come quella che vuole Donald, separando i bambini dalle loro famiglie". Trump ha poi attaccato duramente l'amministrazione Obama, sottolineando che con la Clinton alla Casa Bianca si avrebbero "altri quattro anni di Obama. Non possiamo permettercelo". Ha poi promesso che in caso di vittoria abolirebbe la riforma sanitaria "Obamacare", definita da lui "un vero disastro". Poi lo scontro sulle fondazioni di famiglia: "Restituite i soldi dati alla Fondazione Clinton da Paesi come l'Arabia Saudita e il Qatar che abusano delle donne e uccidono le donne e gli omosessuali", attacca Trump. L'ex first lady sorrride e ricorda invece con orgoglio l'intervento della Clinton Foundation in soccorso di terremotati di Haiti: "Mentre la Fondazione Trump - aggiunge - sponde i soldi per comprare ritratti di Donald".

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