IL BLITZ ALL'ALBA

Strage dell'Isis a Dacca: nove italiani tra le vittime trucidate a fil di spada dai terroristi

Il bilancio è di 20 morti, mentre 13 ostaggi sarebbero stati salvati. Farnesina: "Nessun connazionale risulta disperso"

Ansa

E' di 20 morti il bilancio della strage compiuta da un commando in un ristorante di Dacca, in Bangladesh. Tra loro italiani, giapponesi, bengalesi e un americano. La Farnesina ha accertato i decessi di 9 vittime. Tredici ostaggi sarebbero stati tratti in salvo. "I nostri hanno assaltato il ristorante, c'è stata una intensa sparatoria", ha precisato un agente. Renzi: "L'Italia non arretra davanti al terrore". Mattarella rientra dal Sudamerica.

La maggior parte degli ostaggi uccisi era di nazionalità italiana o giapponese, ha annunciato l'esercito locale, fornendo un bilancio di 20 civili uccisi, tutti stranieri.

Per la CNN sono entrati in azione oltre 100 teste di cuoio. Un ostaggio giapponese è fuggito durante la sparatoria e almeno una persona è stata portata via con un'ambulanza. Media locali parlano di un argentino e due bengalesi soccorsi. Il blitz è cominciato alle 7:40 del mattino ora locale.

Le teste di cuoio nella notte avevano cercato di trattare con loro, ma senza risultato. L'attacco è durato una decina di minuti, durante i quali si sono sentiti spari ed esplosioni. La polizia, secondo i media locali, ha detto di aver salvato 13 ostaggi, aver ucciso 5 terroristi ed averne arrestati altre 2. Nel ristorante sono stati trovati almeno 20 cadaveri di "civili", molti dei quali uccisi con lame affilate. Gli ostaggi soccorsi sono stati portati in ospedale.

Intanto il sito filo-Isis Amaq ha pubblicato foto di cadaveri all'interno del ristorante. Lo rivela il sito americano Site, che monitora il terrorismo islamico. Site pubblica alcune di queste foto. Si vedono cinque o sei cadaveri di uomini e donne per terra, in un lago di sangue, fra i tavoli con i piatti della cena che le vittime stavano consumando.

Un italiano: "Nel ristorante una decina di connazionali" - Al momento dell'attacco dei terroristi, dentro all'Holey Artisan Bakery di Dacca si trovava una decina di italiani. Lo ha detto Gianni Boschetti, un connazionale che si trovava sul posto ma che è riuscito a fuggire nelle prime fasi dell'attentato. "C'erano due tavoli - ha raccontato - uno al quale ero seduto con mia moglie e un cliente, e un altro con altre sette-otto persone". Nella strage sono morte venti persone.

Cuoco italiano: sono nato una seconda volta - "E' stato tremendo, ma posso dire che oggi sono nato per la seconda volta". Lo ha dichiarato all'Ansa Diego Rossini, il capo cuoco argentino di origine italiana che è riuscito miracolosamente a salvarsi durante l'attacco dei militanti armati al ristorante Holey Artisan Bakery di Dacca. "Devo ringraziare l'Italia per come mi ha aiutato in una vicenda così dura", ha ancora detto per telefono Rossini.

Risparmiato chi conosceva versi del Corano - Gli ostaggi che erano in grado di citare versi del Corano sono stati risparmiati, gli altri sono stati torturati: è quanto ha raccontato un ostaggio salvato nel corso del blitz. "Gli attentatori non si sono comportati male con i cittadini del Bangladesh - ha riferito l'uomo - anzi hanno dato da mangiare a tutti i locali. Ma hanno fatto una sorta di 'esame' sulla religione chiedendo a tutti di citare il Corano: quelli che sono stati in grado di recitare un verso o due sono stati risparmiati, gli altri torturati".

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