La mattanza

Norvegia, il governo reale apre ai cacciatori: "Ora siete autorizzati a uccidere il 70% dei lupi"

La decisione è stata assunta su pressione degli allevatori, gli animalisti insorgono: "Così si mette a rischio l'intera specie"

Reuters

Gli ambientalisti norvegesi non ci stanno e alzano i toni della protesta: "Fermate il massacro, questo è un piano di sterminio". Non c'è da sorprendersi, la decisione del governo reale di Oslo ha pochi precedenti: autorizzare l'uccisione del 70% dei lupi presenti nel Paese. Un totale di 47 esemplari su 68. Dal 1911 non venivano assunte misure così drastiche contro la proliferazione dell'animale. 

L'esecutivo ha dichiarato di aver preso questa decisione a seguito degli appelli degli allevatori, che hanno subìto gravi danni economici per le scorrerie dei predatori, che avevano portato alla morte di molti animali da pascolo, in particolare pecore.

La scelta governativa è stata accolta con entusiasmo dai cacciatori, molto numerosi nel Paese. Gli unici a opporsi sono proprio i gruppi animalisti, che contestano i dati forniti sui danni alla pastorizia. Nina Jensen, capo del Wwf in Norvegia, ha rilasciato un'intervista al quotidiano inglese The Guardian in cui afferma: "I problemi degli allevatori sono minimi. Questo è un masacro, uccidere il 70% dei lupi non è degno d'una popolazione che si vanta di essere un esempio di ambientalismo".

Ancora più radicali i Verdi norvegesi, che agitano il pericolo di estinzione della specie. Tra i 47 lupi di cui è stata autorizzata l'uccisione, infatti, ci sono anche quelli di una riserva naturale a loro dedicata.

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