Terremoto, vescovo a funerali: nostre campane torneranno a suonare

"Non abbiate paura di gridare la vostra sofferenza, ma non perdete coraggio"

Ansa

"Le torri campanarie, che hanno dettato i ritmi dei giorni e delle stagioni, sono crollate, non suonano più. Tutto ormai è polvere. Eppure, sotto le macerie, c'è qualcosa che ci dice che le nostre campane torneranno a suonare". Lo ha detto il vescovo Giovanni D'Ercole ai funerali delle vittime del terremoto celebrati ad Ascoli Piceno. "La solidarietà ci consente di affrontare insieme le difficoltà e costruire un mondo migliore", ha aggiunto.

Durante le esequie, Monsignor Giovanni D'Ercole ha poi ricordato Giulia e Giorgia, due sorelle, la più grande Giulia, trovata senza vita abbracciata a proteggere la più piccola Giorgia, estratta viva dalle macerie a Pescara del Tronto: "La vita vince sulla morte, dalla morte è rinata la vita".

Il vescovo ha voluto "condividere un segno di speranza". "Durante il primo giorno di terremoto mi sono avventurato in chiesa, mi dicevano di non andare che crollava tutto ma io dovevo andare a recuperare il mio crocifisso, che ora è appeso qui - ha raccontato -. E nella stessa ora a pochi metri dalla chiesa i vigili del fuoco stavano recuperando due bambine: Giulia era riversa sulla più piccola, Giorgia. Giulia morta, Giorgia viva. Morte e vita erano abbracciate, ma ha vinto la vita. Anzi, dalla morte è rinata la vita perché chi esce dal terremoto è come se nascesse di nuovo".

Un pensiero particolare poi il vescovo lo ha rivolto anche a Marisol, la bambina di 18 mesi morta sotto le macerie del sisma, indicando la piccola bara: "Dio non ti abbandona".

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