"DOV'E' MIA FIGLIA?"

Scontro tra treni, il dramma delle famiglie alla ricerca dei propri cari negli ospedali

Lo strazio di chi ha perso un parente nel disastro ferroviario

LaPresse

"Dov'è mia figlia, vi prego fatemela vedere". Sono state queste le parole di una mamma giunta all'ospedale di Barletta, alla ricerca della sua bambina. Dopo ore di ricerche, madre e figlia si sono abbracciate tra la commozione di medici, pazienti e soccorritori. E' questa una delle tante storie di dolore dei parenti dei feriti e delle vittime dell'incidente tre Ruvo di Puglio e Corato.

Negli ospedali dove sono stati ricoverati i passeggeri feriti, alcuni in gravi condizioni, medici e infermieri si sono commossi davanti ai drammi di famiglie alla disperata ricerca dei loro cari. I feriti, almeno 50, sono stati trasportati negli ospedali di Andria, Barletta, Corato, Terlizzi, Bisceglie e nel policlinico di Bari, dove sono state raccolte anche le salme delle vittime.

Madre e figlia morte abbracciate tra le lamiere - I primi soccorritori sono stati testimoni anche di una scena agghiacciante: i cadaveri di una mamma e della figlia trovati abbracciati, tra le lamiere. Un bambino molto piccolo, invece, è stato trovato ancora in vita ed è stato subito  trasportato in ospedale in elicottero.

Superstiti sotto shock - A bordo dei treni c'erano tanti ragazzi. Gabriele si aggirava nei corridoi dei vari ospedali alla ricerca della fidanzata del fratello: "Di solito prende il treno a mezzogiorno, invece oggi aveva anticipato", ha detto.

In ospedale c'erano anche i parenti di Fulvio Schinzari, di 53 anni, funzionario di polizia. Sono stati colti da malore dopo aver avuto la certezza della morte del loro caro: il corpo dell'uomo era stato riconosciuto da un collega poliziotto che stava prestando i primi soccorsi.

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