Come negli anni '90

Migranti, si riapre la rotta adriatica: caicco di 25 metri carico di profughi sbarca a Santa Maria di Leuca

Le barriere poste dall'Unione europea hanno riportato in auge la tratta che collega i Balcani con la Puglia: oggi gli scafisti non usano più i gommoni, ma imbarcazioni più grosse

Tgcom24

Un caicco di 25 metri battente bandiera turca con a bordo 52 migranti è sbarcato lo scorso 4 maggio nel porto pugliese di Santa Maria di Leuca (Lecce) ed è attualmente sotto sequestro. L'imbarcazione a vela partita dalle coste greche era andata in avaria a poche miglia dalla terraferma e aveva lanciato una richiesta di aiuto. Le autorità della Capitaneria di Porto hanno messo in salvo i migranti stipati nel battello, 23 uomini, 8 donne e 21 minori di cui molti non accompagnati, di nazionalità pakistana, afghana, siriana e somala. Tutti sono stati trasferiti nel Centro di prima accoglienza di Otranto. Un georgiano di 43enne a cui era intestato il contratto di comodato d’uso del natante Talay 1 è stato arrestato in quanto presunto scafista. Il connazionale 23enne invece, è stato rimpatriato.

Come riferisce a Tgcom24 Antonio Menni, Presidente del Consiglio comunale di Casarano, un paese vicino a Santa Maria di Leuca, sta crescendo la paura che gli sbarchi non siano più un fenomeno occasionale e che si riapra un nuovo flusso migratorio simile a quello degli anni Novanta, quando centinaia di albanesi solcavano l'Adriatico per approdare in Italia attraverso la Puglia: "A marzo è arrivato nel porto un altro natante, stessa cosa l'anno scorso. Rispetto al passato assistiamo a una variazione però: gli scafisti non usano più carrette del mare, ma imbarcazioni più grosse. Il 4 maggio abbiamo prestato soccorso a questo caicco di 25 metri, l'anno scorso si trattava invece di un piccolo yatch".