MALLO CHE VOLEVA FARE IL BOSS DI CAMORRA

Mallo, ecco chi è il boss con la finta lacrima tatuata

Il giovane capoclan parla di Castro su Facebook senza conoscerlo, allestisce il suo quartier generale con un rettilario nelle case popolari di Napoli e poi vive con la mamma

Ansa

La lacrima attaccata in faccia e non tatuata, per "rifare" i narcos e le gang sudamericane; le citazioni di Castro e di Che Guevara sui social; un quartier generale nelle case popolari dopo aver mandato via due poveracci. Questo è Walter Mallo, il 27enne aspirante boss di camorra a Napoli appena finito in carcere, che voleva conquistare il capoluogo della Campania.

Catturato con due coetanei per associazione mafiosa e possesso di armi e indagato per duplice omicidio, l'uomo ammirato dagli amici per una lacrima tatuata sul viso (che era solo un adesivo) per dire "Io ho ucciso" racconta il nuovo volto della camorra nel capoluogo partenopeo, come scrive il "Corriere della Sera". Suo padre è morto ammazzato, lui sui social scrive "il destino non ha potuto fare altro che abbassarsi ai miei piedi cio che voglio lo riaggiungo", fa il capo con i suoi amici d'infanzia con i quali si inventa una banda.

Fa la guerra ai Lo Russo, camorristi veri in crisi perché decimati dagli arresti. Va alla conquista del rione Sanità e si mette contro i Vastarella. E nelle intercettazioni si sente sua madre che lo rimprovera "State facendo guai grossi" e che con un'amica si lamenta "Tutti i guappi vogliono fare, ma possono andare solo a fare le rapine". Perché il giovanotto, che ha costruito il suo quartier general nelle case popolari portandoci un rettilario con un pitone, in realtà poi resta a vivere con la mamma. Questo è il nuovo capo di un clan emergente.

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