LA SVOLTA

Carabiniere ucciso a Marsala, arrestato il proprietario della serra di marijuana

Silvio Mirarchi è morto all'Ospedale civico di Palermo dopo le gravi lesioni provocate da due colpi di pistola che lo hanno raggiunto a un rene e all'aorta

Ansa

I carabinieri del Comando provinciale di Trapani hanno arrestato il proprietario delle serre in cui era stata impiantata la piantagione di marijuana (6mila piante) che sarebbe stata scoperta, durante un servizio di appostamento, dal maresciallo Silvio Mirarchi. Il militare è morto all'Ospedale civico di Palermo dopo le gravi lesioni provocate da due colpi di pistola che lo hanno raggiunto a un rene e all'aorta.

L'uomo è stato arrestato con l'accusa di coltivazione e detenzione di droga. I carabinieri stanno valutando attentamente le dichiarazioni dell'uomo, al quale è stato chiesto dove fosse all'ora della sparatoria nella campagna marsalese e se altre persone si occupavano della coltivazione della marijuana. Sull'inchiesta vige il massimo riserbo.

La coltivazione di marijuana - Da decenni ormai la Sicilia è diventata regione di produzione di piccole quantità di marijuana che vengono utilizzate dal mercato illegale locale. Il microclima ideale ha fatto di alcune zone del Trapanese, del Palermitano, del Siracusano e dell'Agrigentino centri di coltivazione della cannabis indica, che le analisi confermano essere di ottima qualità grazie a un elevato principio attivo.

La marijuana viene prodotta ormai anche in casa con lampade riscaldanti, impianti di irrigazione casarecci, fertilizzanti appropriati: tutto si trova sul web, anche i semi. Sono decine, in un anno, le operazioni delle forze dell'ordine che scoprono 20-30 piante coltivate in case, cantine, magazzini in Sicilia. A Marsala l'ultimo coltivatore diretto di marijuana scoperto è Antonio Zerilli, che aveva impiantato una piccola piantagione nel giardino di casa e vendeva direttamente la droga.

La mafia sta a guardare - L'uccisione del maresciallo dei carabinieri Silvio Mirarchi potrebbe essere inquadrata nell'attività investigativa sulla rete locale di coltivatori, guardiani, venditori di marijuana che finora, a parte qualche raro caso, non sembra avere collegamenti con l'organizzazione mafiosa.

Operazioni antidroga - L'ultima operazione antidroga un po' più consistente, invece, era stata portata a termine dai carabinieri che avevano scoperto una piantagione tra gli ulivi in un appezzamento di terreno in contrada Amabilina, alla periferia est di Marsala, arrestando il 41enne Antonino Nibbio. I militari dell'Arma trovarono 147 piante di marijuana in fase di essiccazione, alte dai 3 ai 4 metri e mezzo e 105 ancora in crescita. Nibbio ha patteggiato la pena ed è stato condannato a un anno e mezzo di carcere, per poi essere rimesso in libertà.

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