PROVATO DA SOLITUDINE E DISAGIO

Bari, suicida un 18enne: i genitori adottivi non approvavano la sua omosessualità

Il giovane si è gettato sotto un treno poco prima della mezzanotte del 3 maggio, dopo mesi in cui minacciava di compiere tale gesto

Ansa

Matteo - nome di fantasia - amava Gabriele, ma i genitori adottivi non accettavano tale relazione. Il 18enne ha quindi deciso di suicidarsi poco prima della mezzanotte del 3 maggio, dopo mesi in cui minacciava di compiere l'estremo gesto. Martedì scorso, Matteo ha preso il treno per tornare a casa ma, una volta sceso alla fermata vicino alla sua abitazione, ha imboccato una strada secondaria, per poi gettarsi sotto un Frecciabianca diretto alla stazione di Bari.

La polizia ferroviaria e la Procura stanno vagliando ogni ipotesi in relazione al suicidio, ma la ragione più accreditata sembra essere la grande difficoltà dei genitori adottivi ad accettare il coming out del giovane. In passato, il 18enne si sarebbe rivolto perfino ai servizi sociali e ai carabinieri per denunciare alcuni episodi di maltrattamento. Secondo alcuni, il giovane era anche vittima di bullismo, ma non si hanno conferme in tal senso: la docente, infatti, non ricorda di presunti insulti a scuola.

Ciò che emerge chiaramente è però una profonda solitudine e un forte disagio vissuti da Matteo. Il ragazzo avrebbe inviato agli amici intimi alcune fotografie, in cui mostrava segni di percosse al viso, e vari file contenenti l'audio delle sue liti con i genitori adottivi. Come riporta La Gazzetta del Mezzogiorno, durante un litigio essi avrebbero gridato a Matteo il loro pentimento per averlo preso all'orfanotrofio: parole dure che potrebbero aver ulteriormente aggravato le problematiche del giovane.

Già in precedenza Matteo si era reso protagonista di azioni avventate e imprudenti: nell'estate 2015 era infatti scappato da casa volontariamente allo scopo di ottenere quel cambio di scuola più volte chiesto ai genitori, che successivamente acconsentiranno. Nel frattempo, grazie a Facebook, il 18enne ha ritrovato la madre naturale e la sorella, programmando con loro anche un incontro.

I genitori adottivi lo vegliano all'obitorio del Policlinico di Bari, e sono convinti la morte sia dovuta ad un tragico incidente per distrazione, probabilmente ricordando i recenti casi di ragazzi investiti dal treno poiché, indossando le "cuffiette" per la musica, non avevano sentito il suo arrivo. Tuttavia, gli ultimi messaggi inviati da Matteo a Gabriele sono significativi - tra cui alcuni "Ti amo, perdonami" - e confermerebbero l'ipotesi del suicidio.

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